I biscotti del Lagaccio e Facciamo colazione?

La luce che filtrava dalla pergola, ripensandoci adesso, era ciò che più rasserenava quelle mattine passate in veranda; l’ uva Galletta zuccherina….che per rubarla io e mia sorella allestivamo la più assurda delle staffette.

Guardando più in basso c’ erano loro, le sue erbe aromatiche, quanto mi piaceva passare le mani tra le piantine di prezzemolo, le dita restavano umide, profumate. Più a destra il pilozzo poggiato su blocchetti stabili,  lo usavamo come piscina per le bambole o elemento utile per movimentare le mattinate…ricordo che gavettoni improvvisati erano ricorrenti.

Se poi ci veniva fame, sapevamo cosa fare ma le scelte erano limitate; potevamo optare per dei Sam Marzano rosso fuoco, sodi e talmente succosi che al primo morso il vestito si macchiava ogni volta; oppure contare su Marta e Carolina perché tanto di uova ne sfornavano a volontà…(sbattere uova e zucchero all’ impazzata significava MERENDA IN ARRIVO, ogni tanto ci scappava anche una spolverata di cacao e allora si che era “festa grande”); in alternativa potevamo correre in cucina, frugare nella scatola sopra il frigorifero e ciò che io e mia sorella trovavamo sempre erano i biscotti della salute di nonna. Ne comprava in quantità industriali, dove ti giravi ti giravi ne scovavi pacchi su pacchi e quanto ci piacevano. Inzuppati nel latte freddo..solo così ne divoravo a decine.

 

Se qualcuno mi chiedesse di raccontare la mia infanzia, quello appena espresso sarebbe il primo dei ricordi.

Quando il libro di Barbara si è finalmente materializzato sotto i miei occhi, ho provato solo una grande e immensa felicità; gioia nel vedere il suo quotidiano prendere vita tra le pagine ruvide e ben composte di questo piccolo grande CAPOLAVORO.

In prima battuta l’ ho sfogliato di getto, cosa che faccio puntualmente con ogni libro/rivista che mi capita sottomano; poi ho iniziato la lettura vera e propria, ripetuta e scrupolosa. Ho letto le parole, ho letto le immagini ma fin da subito già sapevo quale sarebbe stata la prima ricetta che avrei provato.

Sto parlando dei Biscotti del Lagaccio, conosciuti anche come i biscotti della salute, ovvero gli stessi che da bimbetta inzuppavo sfacciatamente nel latte.

Sono biscotti di antica tradizione, caratteristici della Liguria, in particolare di uno dei più antichi rioni della città di Genova, il Lagaccio per l’ appunto.

Credo di essermi messa ad impastare all’ istante, nel giro di qualche ora avevo già messo in cantiere una scatola intera di biscotti; mi ritrovai quindi con la cena ancora da fare ma con la colazione del giorno dopo dell’ e pronta!!!!

Incuriosita per il sublime profumino, ho assaggiato quasi subito ed è stato come tornare indietro nel tempo; stessa forma, stessa consistenza, stesso sapore ma forse anche meglio dato che “il fatto in casa” non cela lati oscuri….biscotti fenomenali, approvati, promossi, FANTASTICIIIIIII!

Se però vi dicessi che di questo libro non c’è ricetta che non rifarei, che non c’è foto che non sceglierei, che non c’è pigiama che non indosserei? Mi credereste!?!??! Nel dubbio testate con mano e cercate  “Facciamo colazione?”  di Barbara ToselliGribaudo Feltrinelli Editore….^____^.

 

Le giornate dovrebbero iniziare con un abbraccio, un bacio, una carezza e un caffè.

Perché la colazione deve essere abbondante.
– Charles M. Schulz

Con questa frase meravigliosa vi lascio la ricetta dei Biscotti del Lagaccio di Barbara, tutto praticamente uguale, eccenzion fatta per il lievito utilizzato ^___^.

Se tanto tanto vi ho convinti, sono certa che già qualcuno starà trafficando in cucina…se così fosse voglio essere aggiornata sui work in progress…anche tramite IG dato che la sana condivisione mi piace infinitamente. Se poi come dice Barbara, la colazione è uno stato mentale, non potrete sottrarvi a questa pratica quotidiana, che oltre ad essere salutare, rende felici, amabili e sfacciatamente belli..sia dentro che fuori ….ahahaahhahha…^____^.

 

 

I biscotti del Lagaccio

Serving Size: per 20 biscotti circa

Ingredients

  • VERSIONE CON LIEVITO MADRE
  • 80g di lievito madre pronto per essere usato (al secondo rinfresco giornaliero)
  • 1 cucchiaino di malto d' orzo
  • 200g di farina 0
  • 150g di farina W330
  • 115ml di acqua tiepida
  • 80g di burro a temperatura ambiente
  • 100g di zucchero grezzo Demerara
  • 1 pizzico di sale
  • VERSIONE CON LIEVITO DI BIRRA di Barbara
  • 25g di lievito di birra (potete anche scendere a 12g e allungare solo i tempi lievitazione)
  • 1 cucchiaino di malto d' orzo
  • 350g di farina 0
  • 80ml di acqua
  • 80g di burro
  • 100g di zucchero grezzo Demerara
  • 1 pizzico di sale

Instructions

  1. VERSIONE CON LIEVITO MADRE
  2. Nella ciotola della planetaria diluite il lievito madre nell' acqua tiepida, unite anche il malto d' orzo e lo zucchero e mescolate finché non si saranno sciolti completamente. Aggiungete le farine e iniziate ad impastare utilizzando il gancio a forma di foglia, una volta che avrete ottenuto un impasto omogeneo, sostituite il gancio con quello ad uncino e lavorate a media velocità fino ad incordatura. Solo a questo punto unite il burro a fiocchi, incorporatelo poco per volta per evitare di perdere l' incordatura. Per ultimo unite il sale e lavorate brevemente, solo il tempo necessario per farlo assorbire in modo omogeneo. Rovesciate l' impasto su un piano di lavoro pulito, praticate una serie di pieghe a tre e formate una palla; adagiatela in una ciotola capiente, coprite con pellicola per alimenti e lasciate riposare in un luogo caldo e lontano da correnti d' aria per circa un' ora, o finché l' impasto sarà cresciuto di circa 1,5cm. A questo punto lasciate riposare la ciotola in frigorifero per circa 12 ore. Trascorso il tempo, estraete l' impasto dal frigorifero e lasciatelo a temperatura ambiente per circa un' ora; successivamente trasferitelo nuovamente su una spianatoia e lavoratelo con le mani dandogli la forma di un filoncino, sistematelo su una placca rivestita con carta forno, copritelo con un canovaccio, mettetelo al caldo (nel forno con la luce accesa) e lasciatelo lievitare fino al raddoppio, se lasciato ad una temperatura media di 27/28° C, ci vorranno circa 4 ore. Scaldate il forno a 180° C (modalità ventilato) e fate cuocere il filoncino per circa 25/30 minuti, o fino a quando non risulterà ben dorato in superficie. Estraetelo e fatelo raffreddare. Con un coltello da pane tagliatelo a fette spesse. Sistemate le fette sulla taglia e cuocete nuovamente in forno preriscaldato a 180° C (modalità ventilato), per 8/10 minuti per ciascun lato, o finché le fette non saranno ben dorate da tutti e due i lati; per questa ultima fase di cottura, vi consiglio di procedere lasciando lo sportello del forno leggermente aperto (valvola aperta), in questo modo i biscotti risulteranno più asciutti e croccanti.
  3. Mettete i biscotti su una griglia e fateli raffreddare completamente.
  4. Si conservano molto bene se lasciati in una scatola a chiusura ermetica.
  5. VERSIONE CON LIEVITO DI BIRRA
  6. Diluite nell' acqua tiepida il lievito con il malto d' orzo e mescolate finchè non si saranno sciolti completamente. Mescolate il composto con metà della farina fino a formare un panetto. Mettetelo in una ciotola leggermente unta, coprite con pellicola per alimenti e lasciatelo riposare per circa un' ora o fino a quando non sarà raddoppiato di volume. Fate sciogliere il burro a bagnomaria e fatelo intiepidire. Nella ciotola della planetaria, mescolate la farina rimasta con lo zucchero, il sale e il burro fuso ormai tiepido e aggiungete il panetto lievitato. Impastate per circa 10 minuti con la frusta a gancio, otterrete un impasto dalla consistenza abbastanza morbida. Trasferitelo su una spianatoia e lavoratelo con le mani dandogli la forma di un filoncino. Sistematelo su una placca rivestita con carta forno, copritelo con un canovaccio, mettetelo al caldo (nel forno con la luce accesa) e lasciatelo lievitare fino al raddoppio, i tempi utili varieranno a seconda della quantità di lievito utilizzato e a seconda della temperatura presente nella "cella di lievitazione". Scaldate il forno a 180° C (modalità ventilato) e fate cuocere il filoncino per circa 25/30 minuti, o fino a quando non risulterà ben dorato in superficie. Estraetelo e fatelo raffreddare. Con un coltello da pane tagliatelo a fette spesse. Sistemate le fette sulla taglia e cuocete nuovamente in forno preriscaldato a 180° C (modalità ventilato), per 8/10 minuti per ciascun lato, o finché le fette non saranno ben dorate da tutti e due i lati; per questa ultima fase di cottura, vi consiglio di procedere lasciando lo sportello del forno leggermente aperto (valvola aperta), in questo modo i biscotti risulteranno più asciutti e croccanti.
  7. Mettete i biscotti su una griglia e fateli raffreddare completamente.
  8. Si conservano molto bene se lasciati in una scatola a chiusura ermetica.
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Gabila Gerardi

Gabila Gerardi

1 Comment

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    Rispondi

    emanuela

    Ottobre 8, 2019

    Ma io, ma io, ma io… entro qui.. vado sulla sezione ”biscotti e dolcetti” per cecare dei baci di dama da fare a mia sorella e…. cosa vedo?????
    Oh amica, oh Gabi.. tu, da piccola, le tue merende, la tua infanzia, la colazione, Barbara … i biscotti … che meraviglia di post…
    Grazie… Gabi,,, grazie dal profondo del cuore…
    li faccio sicuro….
    Ti voglio bene
    bentornata e buona notte..
    Manù

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