Madeleine con gocce di cioccolato e l’ ora del tè

Le Madeleine mi affascinano per la loro forma, una conchiglia con la gobba...mai avrei pensato di poter trovare affascinante una gobbetta tanto pronunciata.

Le mie mani in effetti odorano sempre di burro…anche se le intenzioni sarebbero quelle di stargli  alla larga, quando a fine giornata mi ritrovo a passarmi le dita tra i capelli, la sola cosa che riesco a riconoscere è quel’  inconfondibile profumo di latte, di panna e converrete con me che è davvero inconfondibile. Il burro in un dolce lo si riconosce all’ istante, lo rende soffice, profumato, umido e anche a distanza di giorni la consistenza migliora e gli aromi si amplificano. Mi trovo spesso a preparare ricette “burrose” per un sacco di buoni motivi, in effetti se devo impastare qualcosa per me al volo, per la colazione ad esempio, è certo che cerco di usarlo con parsimonia, magari lo sostituisco con poco olio, ma francamente non sono sola in casa, le nanette con marito al seguito hanno le loro esigenze e anche il mio lavoro mi impone un impiego non indifferente di questo meraviglioso ingrediente…e quindi quando devo usarlo, vuoi per fonderlo per la solita cake, vuoi per ungere una teglia o vuoi solamente per metterne un po’ nella padella…la sola cosa che utilizzo per prenderlo sono le mani. Mi piace sentire la sua consistenza sotto i polpastrelli, che sia morbido a temperatura ambiante o freddo di frigorifero non ha importanza…non posso fare a meno di maneggiarlo, spesso avvicino anche il viso alla ciotola nella quale sto armeggiando per sentire i profumi che sprigionano gli ingredienti scelti. Non so come dire….mhmmmmm…credo di avere una strana dipendenza da certi aromi e  consistenze che se potessi userei come cura…il burro per le mani è in effetti un toccasana, perché se avete la pelle secca come la mia, allora state in una botte di ferro….aahahahaha….spalmato a mò unguento fidatevi che migliora quelle fastidiose spaccature che arrivano puntuali sulle mie nocche. Sarebbe un buona abitudine spalmarsi un po’ di crema ogni tanto piuttosto che andare avanti con paccate di burro…^_^….non sempre unire l’ utile al dilettevole è da sposare come tesi….sù via….prometto che il burro lo metterò solo nei dolci, croce sul cuore…giuro…anzi, giurin giurello che suona anche meglio. Promessa che già vede gettate le sue fondamenta…eh già…perché le Madeleines non possono non averlo…lui…il burro intendo, forse qualche esperimento l’ avrò anche fatto (e quelli come faccio a non farli…..sono il mio pane), con certezza ne avrò preparate senza quello e senza questo…però quelle con…mi fanno innamorare ogni volta. Sarà che San Valentino sta per arrivare…sarà che in questo periodo mi sento particolarmente romantica….(ahahah..non so però per quanto durerà stò periodo)…sarà….ma questi dolcetti riescono a farmi tornare una ragazzina, spensierata, innamorata e con la testa piena di sogni ed io non posso che condividerli con voi. Oggi con gocce di cioccolato e via con la ricetta ^____^.
stampo per Madeleine Pavoni
tovaglioli in lino HUE table stories

ciotola @giovelab – www.giovelab.it –  shop on line
 
Burro e gobbetta sono le due prerogative delle Madeleines che sono dei piccoli dolcetti a forma di conchiglia che ad onor del vero, si dovrebbero inzuppare nel tè..o almeno è così che faceva lui. Le mie forse non saranno come quelle che mangiava Proust e forse caffè è meglio che tè (almeno per me) ma una cosa è certa, sapevano di burro, avevano la gobba e anche la conchiglia ci stava tutta…

Al mio ritorno a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di bere, contrariamente alla mia abitudine, una tazza di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, cambiai idea. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti che chiamano Petites Madeleines e che sembrano modellati dentro la valva scanalata di una “cappasanta”. E subito, meccanicamente, oppresso dalla giornata uggiosa e dalla prospettiva di un domani malinconico, mi portai alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato che s’ammorbidisse un pezzetto di madeleine. Ma nello stesso istante in cui il liquido al quale erano mischiate le briciole del dolce raggiunse il mio palato, io trasalii, attratto da qualcosa di straordinario che accadeva dentro di me. Una deliziosa voluttà mi aveva invaso, isolata, staccata da qualsiasi nozione della sua casa. Di colpo mi aveva reso indifferenti le vicissitudini della vita, inoffensivi i suoi disastri, illusoria la sua brevità, agendo nello stesso modo dell’amore, colmandomi di un’essenza preziosa: o meglio, quell’essenza non era dentro di me, io ero quell’essenza. Avevo smesso di sentirmi mediocre, contingente mortale. Da dove era potuta giungermi una gioia così potente? Sentivo che era legata al sapore del tè e del dolce, ma lo superava infinitamente, non doveva condividerne la natura. Da dove veniva? Cosa significava? Dove afferrarla? Bevo una seconda sorsata nella quale non trovo di più che nella prima, una terza che mi dà un po’ meno della seconda.

(Dalla parte di Swam – Marcel Proust)

 

Madeleine con gocce di cioccolato

Serving Size: per circa 20 dolcetti

Ingredients

  • 170g di burro 
  • 170g di farina 00
  • 6g di lievito in polvere per dolci
  • 130g di zucchero semolato
  • un pizzico di cale
  • 2 uova grandi
  • 30g di miele Millefiori
  • 50g di latte intero
  • 100g di gocce di cioccolato fondente

Instructions

  1. La sera prima: sciogliete il burro a bagnomaria e lasciatelo intiepidire, in una ciotola setacciate la farina con il lievito, unite poi lo zucchero e il sale, con un cucchiaio di legno date una veloce mescolata e aggiungete il burro sciolto ormai tiepido, le uova leggermente sbattute, il miele e il latte. Amalgamate bene il composto che dovrà risultare liscio e cremoso, aggiungete le gocce di cioccolato, coprire la ciotola con della pellicola per alimenti e mettetela in frigorifero per tutta la notte. Il mattino seguente estraete la ciotola dal frigorifero, prendete uno stampo classico da Madeleine, imburratelo bene (io ne ho utilizzato uno in silicone quindi non è stato necessario farlo) e con l'aiuto di un sac a poche riempite con  l’impasto per 3/4 ogni incavo dello stampo. Infornate in forno statico già caldo a 200° C per 8 minuti poi abbassate la temperatura a 180° C  e proseguite per altri 10 minuti ( ovviamente i tempi di cottura potranno variare a seconda del forno e della grandezza delle Madeleines). Sfornatele quando saranno dorate e avranno formato la caratteristica gobbetta, toglietele subito dallo stampo e lasciatele raffreddare su una gratella.
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Gabila Gerardi

Gabila Gerardi

2 Comments

  1. Rispondi

    Lisa Fregosi

    gennaio 24, 2018

    Fantastiche!!! fatte una volta le devo rifare, mi hai messo una voglia pazzesca!

  2. Rispondi

    Simo

    gennaio 24, 2018

    Che belle, sono perfette!
    Chapeau come sempre amica…

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